Tradurre è un processo molto complesso. Naturalmente, la profonda conoscenza delle due lingue (quella di origine e quella di destinazione) è fondamentale, ma è ben lungi dal rappresentare l'unico requisito necessario.
Vediamo quali sono gli altri.

  • Tecnica di traduzione. Conoscere le lingue non significa essere buoni traduttori: una preparazione specifica e un'adeguata esperienza sono fattori assolutamente imprescindibili. Il traduttore professionista è in primo luogo uno scrittore, capace di produrre testi che scorrano bene nella lingua di destinazione. È un vero e proprio "ponte" tra le lingue in cui lavora, in grado di spostare con efficacia le informazioni tra di esse.*
  • Background informatico. Al giorno d'oggi l'operato del traduttore non può prescindere da una profonda conoscenza dei sistemi informatici. Per garantire un buon lavoro è necessario conoscere e disporre delle applicazioni con cui il file del documento è stato creato (dai più semplici word processor fino a sofisticati programmi di publishing, passando per database, fogli elettronici, presentazioni e altro ancora). La tecnologia (in particolare internet) rappresenta inoltre un prezioso strumento per documentarsi, tenersi costantemente aggiornati, verificare la terminologia e consultare glossari e dizionari specifici. La conversione dei file è un altro aspetto importante del processo di elaborazione del documento, così come lo sono strumenti specifici per OCR, riconoscimento vocale, authoring.
  • Presentazione del documento. Un occhio di riguardo per l'aspetto estetico è indice di professionalità. Il documento finale deve essere ben formattato, rispettare le regole tipografiche, essere privo di refusi e di errori di formattazione, avere la giusta punteggiatura e ortografia.
  • Fedeltà verso lo stile originale. Formale o informale? Colloquiale o forbito? Non esiste un modello stilistico in assoluto da seguire: ogni singolo documento ha un proprio carattere. Sta all'abilità e alla sensibilità del traduttore riuscire a riportare nel testo tradotto lo stile che contraddistingue l'originale. È inoltre importante che le scelte stilistiche all'interno dell'intero progetto di traduzione siano coerenti e uniformi.
  • Rispetto di eventuali preferenze lessicali interne. Molto spesso entra in gioco una terza lingua, composta da terminologie e gerghi specifici che vengono adottati all'interno di un determinato ambiente. È compito del traduttore, grazie al materiale di riferimento fornito dal cliente, rispettare le specifiche preferenze terminologiche.

Il mio lavoro consiste nell'integrazione di tutti questi aspetti, in un delicato equilibrio, con serietà, competenza e passione. E nel fondamentale rispetto dei tempi. Questo è possibile anche grazie al dialogo con il cliente, alla disponibilità ad ascoltare le richieste e a comprendere quali sono le sue esigenze e aspettative.

Le mie combinazioni linguistiche sono inglese>italiano e spagnolo>italiano. Ricordo che una traduzione professionale deve essere effettuata da traduttori madrelingua, per cui la lingua di destinazione del lavoro deve corrispondere con la lingua nativa del traduttore. Solo in questo modo è possibile garantire un risultato di alta qualità, che non abbia il "sapore" di una traduzione, ma che sia al contrario ben redatto tanto da lasciar pensare al lettore che il testo sia nato in quella lingua. Mi avvalgo quindi della collaborazione di traduttori qualificati per combinazioni linguistiche diverse dalle mie; in questi casi, svolgo personalmente la revisione dei testi tradotti verso la lingua italiana.

* "Translations - getting it right", © A. Aparicio & C. Durban, 2002